L’ETA’ ARCAICA (580-480 a.C.)

///L’ETA’ ARCAICA (580-480 a.C.)
L’ETA’ ARCAICA (580-480 a.C.) 2017-05-11T14:56:11+00:00

Mentre nel periodo villanoviano il golfo di Baratti deve aver funzionato come porto del rame e del bronzo, e solo in un secondo momento i documenti lo descrivono come porto del ferro, così come scrive lo Pseudo Aristotele: scorie cuprifere e impianti di forni,trovati infatti in abbondanza nella zona, lo provano.E’ a partire dal VI secolo a.C. che il ferro irrompe nella vita di Populonia, dando inizio a ciò che effettivamente caratterizzerà le sorti della città per i secoli a venire.Baratti è il luogo ideale per lo sfruttamento di questa risorsa, con i suoi boschi l’acqua, le miniere vicine e i forni d’argilla per estrarre il metallo dall’ematite elbana.L’archeologo Antonio Minto (Valdagno,Vicenza, 1880 – Firenze 1954), sulla base dei suoi studi condotti a partire dal 1977 fino al 1980 nella zona del Poggio della Porcareccia, stabilisce in quest’epoca l’inizio della fase definita “industriale”poiché caratterizzata dalla presenza di forni scavati nel bancone d’argilla naturale su cui poi tra il 540 e il 520 a.C. si impiantarono gli edifici che verranno utilizzati fino agli inizi del III secolo a.C.,sia come sede dell’attività manifatturiera, sia come abitazioni.Anche l’industria siderurgica subì mutamenti nel corso degli anni; Diodoro descrive il processo di lavorazione del ferro che subiva una prima fase direttamente in loco (Elba). Ad una età successiva sembra riportare invece la testimonianza di Varrone riferitaci da Servio e confermataci da Strabone secondo cui il ferro,non potendosi più fondere nell’isola, veniva portato a Populonia.L’attività incessante di estrazione e lavorazione muterà definitivamente il paesaggio, portando,assieme alla ricchezza, ildisboscamento dei boschi adiacenti, l’impoverimento delle sorgenti d’acqua ma,soprattutto, l’accumulo di due milioni e mezzo di scorie ferrose nella piana a ridosso del golfo. I residui dell’estrazione del metallo dal minerale copriranno progressivamente le necropoli di San Cerbone e del Casone con quelle che potevano definirsi delle vere e proprie colline artificiali.La necropoli di Piano e Poggio delle Granate fu abbandonata intorno alla metà del VI sec. a.C.,momento in cui si assistette alla ridefinizione del tessuto urbano di Populonia: è in questo periodo che Poggio della Porcareccia iniziò ad essere utilizzato come necropoli urbana. Nel frattempo, gli studi condotti dall’università La Sapienza di Roma nel 2005 hanno rivelato che anche la necropoli di Piano e Poggio delle Granate continuava ad essere utilizzata.Le fortune derivate dalla metallurgia permisero a Populonia, unica città etrusca assieme a Vulci,di battere moneta già dal V secolo a.C.

monete

L’importanza di questo ritrovamento, oltre al fatto in sé che testimonia una sempre crescente importanza della città, ha permesso agli archeologi di confermare scambi con le città di Aleria in Corsica, con l’Elba, nell’entroterra della costa livornese, nelle regioni del lago di Prile a nord di Grosseto, dove sono state rinvenute ingenti quantità di monete.

FONTE: Tesi di Francesca Gerosa e Valeria Guerrisi relatore Valter Scelsi e correlatrice Marta Coccoluto