PARCO ARCHEOLOGICO

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PARCO ARCHEOLOGICO 2017-05-11T14:56:12+00:00

il parco archeologico di Baratti e Populonia rappresenta una delle più importanti testimonianze di insediamento del popolo etrusco nel territorio toscano e, in particolar modo, sul mare, caratteristica inusuale per questi popoli.Questo sito vede il proprio sviluppo all’interno di un’area di grande estensione ottenuta sia grazie ai ritrovamenti portati alla luce in passato che a quelli rinvenuti nel corso delle ultime campagne di intervento condotte solo a partire dal 1996.  La caratteristica fondamentale del territorio dei parchi della val di Cornia è rappresentata dallo sfruttamento delle miniere di ferro elbane attive dal IX al I sec. a.C. e tuttora sfruttate a livello industriale, in modo particolare verificata all’interno del parco archeologico. Grazie ai ritrovamenti effettuati e alla grande quantità di scorie che sono state rinvenute all’interno dell’area delle Necropoli di San Cerbone e del Casone poi smantellate, sono iniziati i primi ritrovamenti nell’area considerata. L’inizio vero e proprio della riscoperta di Populonia, infatti, avviene proprio quando, durante la prima guerra mondiale, il bisogno di metallo spinse a riutilizzare le scorie estrusche ancora ricche di materiale ferroso grazie alla costituzione di un’apposita società, la Ferromin, che fino al 1969 continuò incessantemente a liberare l’area fino a far emergere proprio le monumentali tombe a tholos e a edicola oggi visibili. Da questo momento in poi, quindi, nasce il parco archeologico riorganizzato, conservato e valorizzato fino alla sua inaugurazione nel 1988 grazie anche al risultato di importanti scavi condotti tra il 1996 e il 1998 ad opera della Soprintendenza Archeologica e dalla società Parchi Val di Cornia, sotto la direzione scientifica della dottoressa Antonella Romualdi.

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Solo nel 2007 è stato aperto un terzo settore nel parco, quello dell’Acropoli, vicino al castello di Populonia Alta, comprendente resti che risalgono all’epoca etrusca più antica per arrivare a quella romana. Senza l’impegno di queste istituzioni e i contributi della CEE uniti alla forte e positiva collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Comune di Piombino che hanno lavorato secondo una unica gestione delle aree in un lavoro integrato e efficace, infatti, il parco non avrebbe potuto svilupparsi. Il sito archeologico contiene al proprio internouna ricca e complessa storia caratterizzata da ritrovamenti che risalgono dall’età neolotica per arrivare alle ricerche della metà del secolo scorso, a lungo centrate nelle aree necropolari, ancora oggi la presenza  monumentale più significativa del  parco. Sviluppandosi in modo complesso e articolato secondo una sovrapposizione di differenti periodi storici, il parco si estende su un territorio comprendente parte significativa dell’abitato etrusco e romano di Populonia, le necropoli, le cave di calcarenite e i quartieri industriali, in riferimento ai quali, proprio in questi ultimi anni, sono state avviate ricerchee approfondimenti che hanno permesso di completare l’intero quadro storico del territorio e i caratteri che permettono di approfondire gli aspetti del rapporto insediamento-risorse, filo conduttore per la comprensione della complessità e dello sviluppo delle civiltà insediate.

Attualmente i punti di accesso al parco sono due: uno situato sul golfo di Baratti (area delle necropoli) e uno presso il Centro Storico di Populonia Alta (Acropoli). Per cercare di unificare l’area, il parco è stato organizzato secondo una rete di itinerari e percorsi, capaci di unire in modo completo manon ancora del tutto chiaramente leggibile a causa della complessità e estensione del sito ritrovamenti di periodo preistorico, etrusco e romano dell’acropoli, la città industriale,le necropoli di san Cerbone, con i tumuli e le tombe a edicola e a sarcofago (VII-VI a.C.) e delle Grotte, costituita da tombe a camera scavate nella roccia (IV-III a.C.), fino a raggiungere i ruderi del monastero benedettino di San Quirico, attraversando boschi e macchia mediterranea che si aprono su inaspettati scorci rivolti verso il golfo e l’isola d’Elba. Inoltre nella parte bassa del parco, quella delle necropoli, si trova il centro di Archeologia Sperimentale in cui adulti e ragazzi hanno la possibilità di sperimentare, guidati da operatori esperti, le antiche tecniche di lavorazione della ceramica e della pietra, realizzando personalmente riproduzioni di antichi utensili in osso, legno e pietra e piccoli oggetti di uso di uso quotidiano o decorativo.

 

FONTE: Tesi di Francesca Gerosa e Valeria Guerrisi relatore Valter Scelsi e correlatrice Marta Coccoluto