BUCA DELLE FATE BARATTI

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buca delle fate

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Buca delle fate:Per chi si trova a passare dal  golfo di baratti non può mancare una visita  a Buca delle Fate.Questa baia e’ raggiungibile attraverso un sentiero,all’interno del percorso del RECISO. Quando arrivate al piazzale sterrato del  Reciso troverete  tre sentieri ,quello che dovrete affrontare voi per arrivare a buca delle fate e’ quello che troverete alla vostra destra (rivolgendo le vostre spalle alla strada di asfalto), nelle vicinanze di alcuni ulivi, il percorso che porta alla baia . Arrivati ad una staccionata in legno,non dovrete far altro che salire sull’apposita scaletta e cominciare a camminare in una piccola discesa attraverso  ulivi e vegetazione spontanea. Arriverete a passare poi dopo qualche minuto per un bosco fitto di lecci,li troverete alcune tombe a camera sotterranea di una interessante necropoli etrusca di epoca ellenistica.Proseguendo vi lascerete piano piano alle spalle il bosco per finire di attraversare una macchia arbustiva,che caratterizza con la sua presenza i litorali mediterranei.La parte finale  del sentiero si affaccia sulla magnifica costa dalle forme stravaganti disegnate sulla roccia dagli agenti atmosferici. Il nome Buca delle fate deriva  dalla presenza delle  tombe etrusche disseminate nella roccia,ma qui di sotto e’ possibile anche leggere l’ipotesi leggendaria che ha portato questa baia a chiamarsi cosi.

La Leggenda

Tanto tempo fa, alcuni pescatori, passando con la loro barca in prossimità del golfo di Baratti, udirono un canto melodioso e scorsero i volti sorridenti di splendide fanciulle che affioravano alla superficie delle acque e subito scomparivano.

Decisero di scoprire chi fossero e, tornando più volte nello stesso punto, videro altre cose fantastiche, come il girotondo dei cavallucci marini e i lunghi cortei dei delfini giocherelloni che seguivano le fanciulle.

Ma sempre queste apparizioni duravano brevi attimi, poi tutto scompariva, il mare tornava immobile e i pescatori, ogni volta, pensavano quasi di aver sognato. Tuttavia tornavano sempre più spesso alla “Buca delle fate”.

Un giovane pescatore di nome Valerio non credeva a questa storia e volle andare da solo alla Buca delle fate, per rendersi bene conto di quanto accadesse.

Fu una curiosità che pagò cara.

La barca fu afferrata da un vortice improvviso e si ritrovò in una strana galleria sottomarina, rischiarata da meduse fosforescenti.

Arrivò poi ad un giardino fantastico, fatto di alghe, coralli e conchiglie.

Presso fontane dai riflessi d’argento giocavano piccole sirene.

Valerio fu spinto da esse in un’oscura caverna.

Intanto gli altri pescatori e la sua fidanzata, non vedendolo arrivare, si preoccupavano.

Una sera Mariuccia, piangendo disperata in riva al mare, fu avvicinata da un delfino, che sembrò capire il suo dolore e si fece accarezzare.

Le sue lacrime rimasero tra le pinne dell’animale, come perle lucenti.

Fu così che una sirena ne rimase abbagliata e desiderò averle; ma il prezzo speciale richiesto dal delfino fu la liberazione del pescatore.

Valerio potè così ritornare a riva sano e salvo, in groppa al fedele delfino.

Finalmente riabbracciò la fidanzata e tutto il villaggio dei pescatori fece gran festa per il suo ritorno. 

Buca delle Fate

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BUCA DELLE FATE 2

buca delle fate golfo baratti

le due foto sotto sono di Francesco Rotta donate gentilmente al nostro sito

buca delle fate baratti

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